Rivedi il dibattito dal titolo "Tra integrazione e cooperazione: quale futuro per l’Unione europea?" con Wolfgang Streeck, sociologo ed economista e direttore emerito dell'Istituto Max Planck, in occasione della XVa edizione di "LUCI SUL LAVORO", la manifestazione dedicata al mondo del lavoro, presso la Fortezza di Montepulciano, in provincia di Siena.
Ventotene, luogo simbolo della nascita del progetto europeo, ospiterà il 7 settembre 2024 l'iniziativa dal titolo "Quale futuro per l'Europa". L'evento, promosso dalla CGIL nazionale, si terrà dalle ore 10.30 alle 13.00 presso la sala consiliare del Comune di Ventotene. Il dibattito partirà dal celebre Manifesto di Ventotene per riflettere sull'eredità dei padri fondatori dell'Europa, su cosa rappresenta oggi l'Unione Europea, e su quali prospettive si auspicano per il futuro, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle realtà territoriali.
Da “Il Manifesto” del 25/07/2024 - Di Angelo Mastrandrea
UNIONE EUROPEA. L’economista e sociologo tedesco Wolfgang Streeck critica la Commissione guidata da Ursula von der Leyen e propone un modello di governo decentrato per l’Unione europea.
A Montepulciano, nell'ambito della XV edizione di 'Luci sul lavoro - Immagini, musica e parole che raccontano il lavoro' si svolgerà, nel pomeriggio del giorno 11 luglio, l'iniziativa dal titolo 'Tra integrazione e cooperazione: quale futuro per l'Unione Europea?'
La giornata, organizzata con Cgil Toscana e Ires Toscana, sarà l'occasione per ragionare con Wolfang Streeck, sociologo ed economista e direttore emerito dell'Istituto Max Planck, che terrà un intervento dal titolo "From Integration to Cooperation: prospects for a really existing European Union".
Segnaliamo l'uscita - stavolta anche cartacea, con le sue ben 1182 pagine - del volume "Trade unions in the European Union. Picking up the pieces of the neoliberal challenges".
Curato da Jeremy Waddington, Torsten Muller e Kurt Vandaele, ed edito dalla casa editrice Peter Lang e dall'ETUI, è liberamente scaricabile.
Il numero 172 di Menabò, pubblicato online sul sito di Etica e Economia, ospita un articolo a firma di Salvo Leonardi, esperto di relazioni industriali nella Fondazione Di Vittorio, che valuta le varie proposte avanzate in tema di salario minimo alla luce delle variegate esperienze nazionali che si distinguono soprattutto per la natura legale o contrattuale del salario minimo.
Ad oltre un decennio dall'allargamento dell'UE verso gli Stati dell'Europa centrale e orientale, permane ancora una ampia e grave divergenza nella qualità delle relazioni industriali tra i vecchi e i nuovi Stati membri. Questi ultimi, in particolare, sono alle prese con una diminuzione dei già bassi livelli di copertura contrattuale, la quasi assenza di un livello propriamente settoriale e salari minimi troppo distanti da quelli vigenti negli Stati occidentali. Uno scarto che non tende a colmarsi, e in seno al quale si insedia l’opportunismo delle multinazionali, con le loro strategie di delocalizzazione; reali o anche solo minacciate a scopi interni di ricatto.
A fine maggio i cittadini dell’Unione europea voteranno per il nuovo parlamento. Quella al vaglio dei cittadini è un’Unione esposta a molteplici problemi, dalla Brexit all’affermarsi di forze politiche scettiche, se non ostili verso la Ue, dai conflitti sulle politiche di bilancio a quelli sulle migrazioni. La Fondazione Di Vittorio e la Fondazione Friedrich Ebert hanno commissionato un sondaggio per vedere più da vicino quali giudizi diano i cittadini italiani e tedeschi dell’Unione, dei suoi vantaggi e svantaggi, del proprio Paese, ma anche del ruolo che esercita l’altro Paese nell’Ue.
Ne discutono:
A fine maggio i cittadini dell’Unione europea voteranno per il nuovo parlamento. Quella al vaglio dei cittadini è un’Unione esposta a molteplici problemi, dalla Brexit all’affermarsi di forze politiche scettiche se non ostili verso la Ue, dai conflitti sulle politiche di bilancio a quelli sulle migrazioni. La Fondazione Di Vittorio e la Fondazione Friedrich-Ebert hanno commissionato un sondaggio per vedere più da vicino quali giudizi diano i cittadini italiani e tedeschi dell’Unione, dei suoi vantaggi e svantaggi, del proprio Paese, ma anche del ruolo che esercita l’altro Paese nell’Ue.
Sul divano verde discutono:
Roberto Brunelli, giornalista de La Repubblica
Carlo Buttaroni, presidente di Tecnè
Rassegna stampa 15 dicembre 2015
Evento AGREE Project - (Agricoltural job rights to end foreign workers explotation) - Final Conference
articoli in allegato
02/2012 EUROACTA
European Action on Transnational Company Agreements:
a stepping stone towards a real internationalisation of industrial
relations?
with financial support from the European Union
Mentre è intenso il dibattito sulla riforma istituzionale dell’Unione Europea, segna il passo il confronto sui grandi temi di carattere sociale. Eppure le nuove e forti istituzioni di cui l’Europa ha bisogno non possono darsi senza altrettanto forti e consensuali politiche fra cui, in primo luogo, quelle economiche e sociali. Il patto politico fondativo della nuova Europa non può cioè prescindere da un nuovo patto sociale, e da quest’ultimo dipende, con la qualità dell’integrazione, l’identità stessa dell’Unione ampliata ai nuovi dieci paesi.
Il terzo numero degli Annali della Fondazione Giuseppe Di Vittorio si propone di discutere il rapporto tra diffusione delle nuove povertà e garanzia dei diritti di cittadinanza, con l’obiettivo di mettere a fuoco esigenze e contenuti utili alla rielaborazione di nuove tutele in grado di favorire più compiuti e ordinati livelli di inclusione sociale. Il volume, dopo gli interventi sul tema di John Monks e di Guglielmo Epifani, apre la sua riflessione con un ampio saggio di Chiara Saraceno che traccia il quadro delle povertà e delle politiche contro la povertà in Europa, discutendo in questa chiave promesse e limiti dell’Agenda di Lisbona, con la quale nel 2000 erano stati fissati avanzati traguardi sociali per l’Unione Europea.
Il secondo numero degli Annali della Fondazione Giuseppe Di Vittorio discute il rapporto tra Costituzioni nazionali, diritti sociali e ordinamento comunitario europeo, nella consapevolezza che la possibilità di una piena attuazione dei diritti e della stessa democrazia, così come delineati dalle architetture giuridiche e politiche nazionali, non possa che derivare ormai da un orizzonte costituzionale comune, europeo e internazionale. La riflessione muove dalla prospettiva della «Europa sociale», proseguendo il ragionamento sui diritti di cittadinanza avviato nell’Annale precedente con la disamina del welfare europeo e la crisi del modello di Stato sociale degli anni ottanta.
Il volume raccoglie una selezione dei saggi predisposti in occasione di una iniziativa complessa, articolata in più incontri, dal titolo «I diritti sociali nel progetto della Costituzione della futura Europa», che la Fondazione Di Vittorio ha svolto in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, nell’ambito delle azioni di informazione e comunicazione su «L’avvenire dell’Europa», promosse dalla Commissione europea. L’iniziativa, che ha visto protagonisti storici, giuristi ed economisti, si è tenuta in collaborazione con il Centro internazionale studi sociali (CISS), con la Fondazione Friedrich Ebert, con la Fondazione Alternativas e con l’Institute d’histoire sociale.